La chiesa

Mausoleo di S. Costanza

Abbiamo scelto il Mausoleo di S. Costanza soprattutto per la sua forma circolare – per avervi tutti intorno – e per il fatto che è uno dei luoghi di culto più antichi di Roma.

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Il mausoleo di S. Costanza è infatti uno dei caposaldi dell'architettura tardoantica. Fra i primi esempi conservati (insieme al Battistero Lateranense) di edificio cristiano a pianta centrale, è derivato da modelli romani di templi e mausolei (il Pantheon, il Mausoleo di Augusto, il cosiddetto tempio di Minerva Medica). Esso deve la caratteristica più innovativa - i due spazi circolari concentrici - a un edificio di poco precedente destinato ad influenzare l'architettura medioevale: il Martyrium del Santo Sepolcro costruito a Gerusalemme da Costantino e dalla madre Elena.

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Il Mausoleo fu eretto agli inizi del IV secolo da Costantina (o Costanza), figlia di Costantino, a ridosso della grande basilica cimiteriale da lei fatta realizzare presso il cimitero sotterraneo ove era sepolta la martire Agnese, di cui Costantina stessa era una devota, anche a causa di una guarigione attribuita alla santa. La costruzione del Mausoleo, secondo studi recenti, sarebbe avvenuta in due fasi: una tra tra il 337 ed il 351 d.C. - nel periodo di vedovanza di Costantina - e l'altra dopo la sua morte, ma comunque entro il 361. Successivamente fu sepolta nel mausoleo anche Elena, altra figlia di Costantino. Il mausoleo divenne in seguito battistero della basilica di S. Agnese, sorta nel VII secolo. Nel 1254 l'edificio fu trasformato in chiesa, intitolata a S. Costanza. Ma è sin dall'alto medioevo che Costanza (altro nome attribuito a Costantina figlia di Constantino) veniva arbitrariamente identificata come una martire, e quindi appellata come santa.

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La credenza - tipicamente umanista - secondo la quale l'edificio doveva essere un tempio dedicato a Bacco, fece sì che esso divenne, nel XVII secolo, un ritrovo di artisti fiamminghi. In occasione dell'ammissione di un nuovo membro nell'associazione, si celebrava una "festa del battesimo": dopo aver fatto bagordi per tutta la notte, all'alba i bentvogels si recavano al cosiddetto Sepolcro di Bacco (cioè il sepolcro di porfido che si trova all'interno del mausoleo), per un'ultima libagione. Nel 1720 Clemente XI proibì quest'uso paganeggiante dell'edificio, ma ci piace pensare che un pizzico di spirito dionisiaco ancora aleggi fra le sue mura, pur volendolo sintetizzare con quello apollineo che tutti conosciamo.

Il Mausoleo si trova in Via Nomentana, 349 a Roma

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